Strumento gratuito
Stima in un minuto quanta energia condivide la tua configurazione, quanto vale l'incentivo GSE e qual è il beneficio economico sui vent'anni. Poi, se i numeri stanno in piedi, ne parliamo davvero.
Trasparenza
Nessuna scatola nera: questi sono i passaggi, gli stessi che userei in uno studio di fattibilità, solo con parametri medi al posto dei tuoi dati reali.
Potenza dell'impianto moltiplicata per la producibilità specifica della zona: 1.100 kWh/kWp al Nord, 1.250 al Centro, 1.400 al Sud e Isole. Sono valori medi per impianti ben esposti e senza ombreggiamenti rilevanti.
Si toglie l'autoconsumo fisico in sito, si guarda quanta della quota immessa trova un consumo dei membri nella stessa ora, e si limita comunque al totale prelevato dalla configurazione. È qui che si gioca quasi tutto il risultato.
Una parte fissa che dipende dalla taglia dell'impianto, più una parte variabile legata al prezzo zonale, più la maggiorazione geografica per Centro e Sud. Il totale è soggetto a un tetto massimo.
Sull'energia condivisa viene restituita una quota di componenti tariffarie legate al mancato uso della rete di trasmissione. Si somma all'incentivo.
L'energia immessa che non trova consumo contemporaneo resta comunque venduta al gestore, valorizzata al prezzo zonale.
L'energia consumata direttamente in sito non si vende: si risparmia, ed è la voce che vale di più per ogni kWh, perché evita l'intera bolletta.
Dalla simulazione al progetto
Tutti i membri devono stare sotto la stessa cabina primaria. È il primo vincolo da verificare, prima ancora di parlare di potenza: si controlla sul portale del distributore partendo dai POD dei partecipanti.
Associazione, cooperativa o consorzio. Lo statuto deve prevedere la finalità non speculativa e i criteri di ripartizione dei benefici tra produttori e consumatori: è la parte che genera più discussioni e va scritta bene fin dall'inizio.
Dimensionamento sui profili di carico reali, pratica di connessione al distributore, autorizzazioni edilizie e paesaggistiche dove servono, direzione lavori e collaudo.
Registrazione della configurazione, richiesta della tariffa incentivante, gestione del riparto tra i membri e rendicontazione periodica. È lavoro che continua per tutti i vent'anni dell'incentivo.
Domande frequenti
È un soggetto giuridico che riunisce cittadini, imprese ed enti locali per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile. I membri restano tutti allacciati alla rete pubblica: l'energia non passa fisicamente da un membro all'altro, viene condivisa virtualmente perché tutti stanno sotto la stessa cabina primaria.
Persone fisiche, PMI, enti locali, enti religiosi, associazioni ed enti del terzo settore. Per le imprese la partecipazione non deve essere l'attività commerciale principale. Il vincolo tecnico vero resta la cabina primaria comune.
Vent'anni dall'entrata in esercizio dell'impianto. È il motivo per cui la simulazione mostra anche il beneficio cumulato sul ventennio: è l'orizzonte su cui si ragiona.
Per accedere alla tariffa premio sull'energia condivisa sì, l'impianto deve essere entrato in esercizio dopo la data prevista dalla normativa. Un impianto già esistente può comunque entrare nella configurazione, entro i limiti di potenza stabiliti, ma senza tariffa incentivante.
Perché l'energia condivisa si calcola ora per ora, come il minimo tra quanto la configurazione immette e quanto preleva nella stessa ora. Un impianto grande in mezzo a utenze che consumano solo la sera condivide poco. Un impianto più piccolo con scuole, uffici e artigiani condivide molto di più. Prova a muovere lo slider e guarda cosa succede al risultato.
Esiste una linea di contributo a fondo perduto dedicata ai comuni piccoli, alternativa o parzialmente cumulabile con la tariffa incentivante a seconda dei casi. Cambia parecchio il piano economico e va valutata a parte: il simulatore non la considera.
Il passo successivo è uno studio di fattibilità sui profili di carico reali: cabina primaria, dimensionamento, forma giuridica, piano economico. Parliamone.