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Simulatore comunità energetica rinnovabile

Stima in un minuto quanta energia condivide la tua configurazione, quanto vale l'incentivo GSE e qual è il beneficio economico sui vent'anni. Poi, se i numeri stanno in piedi, ne parliamo davvero.

I tuoi dati

In kWp. Nelle CER l'incentivo si applica fino a 1.000 kW per impianto.
Determina la producibilità attesa e la maggiorazione tariffaria.
In kWh/anno. Somma dei prelievi di tutti i partecipanti alla configurazione.
Quota di produzione consumata direttamente da chi ospita l'impianto, prima che l'energia venga immessa in rete.
Quanto i consumi dei membri cadono nelle stesse ore in cui l'impianto immette. Senza accumulo si sta tipicamente fra il 25% e il 45%; con accumulo o con utenze diurne (uffici, scuole, artigiani) si sale parecchio.
In €/MWh. Incide sulla parte variabile della tariffa incentivante.
In €/kWh, tutto compreso. Serve a valorizzare l'autoconsumo in sito.
Centro · 1.250 kWh/kWp

Risultato della simulazione

Energia prodotta
di cui autoconsumata in sito
Energia immessa in rete
Energia condivisa nella CER
Tariffa incentivante applicata
Incentivo GSE / anno
Valorizzazione ARERA / anno
Vendita eccedenze / anno
Risparmio da autoconsumo / anno
Beneficio economico annuo
Beneficio sui 20 anni di incentivo
Stima indicativa. Il calcolo usa valori medi di producibilità e un modello semplificato della contemporaneità oraria. Il beneficio reale dipende dai profili di carico effettivi, dalla configurazione sotto cabina primaria, dalla forma giuridica scelta e dai costi di gestione della comunità. Non sostituisce uno studio di fattibilità.

Trasparenza

Come funziona il calcolo

Nessuna scatola nera: questi sono i passaggi, gli stessi che userei in uno studio di fattibilità, solo con parametri medi al posto dei tuoi dati reali.

1. Energia prodotta

Potenza dell'impianto moltiplicata per la producibilità specifica della zona: 1.100 kWh/kWp al Nord, 1.250 al Centro, 1.400 al Sud e Isole. Sono valori medi per impianti ben esposti e senza ombreggiamenti rilevanti.

2. Energia condivisa

Si toglie l'autoconsumo fisico in sito, si guarda quanta della quota immessa trova un consumo dei membri nella stessa ora, e si limita comunque al totale prelevato dalla configurazione. È qui che si gioca quasi tutto il risultato.

3. Tariffa incentivante

Una parte fissa che dipende dalla taglia dell'impianto, più una parte variabile legata al prezzo zonale, più la maggiorazione geografica per Centro e Sud. Il totale è soggetto a un tetto massimo.

4. Valorizzazione ARERA

Sull'energia condivisa viene restituita una quota di componenti tariffarie legate al mancato uso della rete di trasmissione. Si somma all'incentivo.

5. Eccedenze

L'energia immessa che non trova consumo contemporaneo resta comunque venduta al gestore, valorizzata al prezzo zonale.

6. Autoconsumo

L'energia consumata direttamente in sito non si vende: si risparmia, ed è la voce che vale di più per ogni kWh, perché evita l'intera bolletta.

Dalla simulazione al progetto

Cosa serve per costituire davvero una CER

Verifica della cabina primaria

Tutti i membri devono stare sotto la stessa cabina primaria. È il primo vincolo da verificare, prima ancora di parlare di potenza: si controlla sul portale del distributore partendo dai POD dei partecipanti.

Forma giuridica e statuto

Associazione, cooperativa o consorzio. Lo statuto deve prevedere la finalità non speculativa e i criteri di ripartizione dei benefici tra produttori e consumatori: è la parte che genera più discussioni e va scritta bene fin dall'inizio.

Progetto e connessione

Dimensionamento sui profili di carico reali, pratica di connessione al distributore, autorizzazioni edilizie e paesaggistiche dove servono, direzione lavori e collaudo.

Pratiche GSE

Registrazione della configurazione, richiesta della tariffa incentivante, gestione del riparto tra i membri e rendicontazione periodica. È lavoro che continua per tutti i vent'anni dell'incentivo.

Domande frequenti

Le CER in pratica

Che cos'è una comunità energetica rinnovabile?

È un soggetto giuridico che riunisce cittadini, imprese ed enti locali per produrre, condividere e consumare energia rinnovabile. I membri restano tutti allacciati alla rete pubblica: l'energia non passa fisicamente da un membro all'altro, viene condivisa virtualmente perché tutti stanno sotto la stessa cabina primaria.

Chi può farne parte?

Persone fisiche, PMI, enti locali, enti religiosi, associazioni ed enti del terzo settore. Per le imprese la partecipazione non deve essere l'attività commerciale principale. Il vincolo tecnico vero resta la cabina primaria comune.

Quanto dura l'incentivo?

Vent'anni dall'entrata in esercizio dell'impianto. È il motivo per cui la simulazione mostra anche il beneficio cumulato sul ventennio: è l'orizzonte su cui si ragiona.

Devo per forza mettere un impianto nuovo?

Per accedere alla tariffa premio sull'energia condivisa sì, l'impianto deve essere entrato in esercizio dopo la data prevista dalla normativa. Un impianto già esistente può comunque entrare nella configurazione, entro i limiti di potenza stabiliti, ma senza tariffa incentivante.

Perché la contemporaneità conta così tanto?

Perché l'energia condivisa si calcola ora per ora, come il minimo tra quanto la configurazione immette e quanto preleva nella stessa ora. Un impianto grande in mezzo a utenze che consumano solo la sera condivide poco. Un impianto più piccolo con scuole, uffici e artigiani condivide molto di più. Prova a muovere lo slider e guarda cosa succede al risultato.

E se sono un Comune sotto i 5.000 abitanti?

Esiste una linea di contributo a fondo perduto dedicata ai comuni piccoli, alternativa o parzialmente cumulabile con la tariffa incentivante a seconda dei casi. Cambia parecchio il piano economico e va valutata a parte: il simulatore non la considera.

I numeri ti tornano?

Il passo successivo è uno studio di fattibilità sui profili di carico reali: cabina primaria, dimensionamento, forma giuridica, piano economico. Parliamone.

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